Oggetto: Istituti professionali e applicazione della riforma: dubbi sulle valutazioni intermedie e sull’ammissione alla classe successiva 

Da Italiascuola

QUESITO

Sono il Dirigente di un Istituto Professionale. Stiamo riflettendo sui vari aspetti della riforma in atto. Leggendo il Decreto interministeriale 92 del 24 maggio 2018 siamo stati colpiti da quanto previsto, all’art. 4 comma 7:
“Nel rispetto dell’assetto organizzativo del biennio dei percorsi dell’istruzione professionale, previsto dall’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo, le istituzioni scolastiche di I.P. effettuano, al termine del primo anno, la valutazione intermedia concernente i risultati delle unità di apprendimento inserite nel P.F.I. A seguito della valutazione, il consiglio di classe comunica alla studentessa o allo studente le carenze riscontrate ai fini della revisione del P.F.I. e della definizione delle relative misure di recupero, sostegno ed eventuale riorientamento da attuare nell’ambito della quota non superiore a 264 ore nel biennio”.
Ci chiedevamo: questo significa che al termine del primo anno non può essere deliberata la non ammissione al secondo anno? Non è possibile attuare la sospensione delle scrutinio? E, se l’anno successivo il Consiglio di classe delibera la non ammissione al terzo anno, lo studente quale classe deve frequentare nuovamente?
Le eventuali novità sono in vigore già da quest’anno (cfr. comma 6)?

Grazie.

 

Risposta

La complessità della questione risiede nella vigenza del DPR 122/09 a fronte delle novità normative previste dal D.Lgs 61 e dal successivo regolamento.
Quindi, il procedimento previsto dal DPR 122/2009 resta vigente, ma va adattato al nuovo riordino dei professionali e alla personalizzazione dei percorsi.
La situazione è controversa ma, come al solito, non ci esimiamo dal dare il nostro parere. Il consiglio di classe potrebbe perciò adottare la seguente metodologia.

Il consiglio di classe valuta gli apprendimenti disciplinari sulla base delle proposte di voto dei docenti titolari, le competenze maturate, la motivazione e le attitudini. In esito a tale valutazione sono possibili i seguenti risultati.
a) Lo studente ha riportato valutazione positiva in tutte le discipline, ha maturato le competenze previste e il P.F.I. non necessita di adeguamenti. Lo studente è ammesso alla classe seconda e il P.F.I. è confermato.
b) Lo studente ha riportato valutazione positiva in tutte le discipline, ha maturato le competenze previste, ma il P.F.I. necessita di adeguamenti (ad esempio in previsione di un cambio di indirizzo, della volontà di conseguire anche la qualifica IeFP maturando crediti con lo strumento della personalizzazione, ecc…). Lo studente è ammesso alla classe successiva. Il P.F.I. potrà essere modificato anche all’inizio dell’anno scolastico successivo.
c) Lo studente ha riportato una valutazione negativa in una o più discipline e/o non ha maturato tutte le competenze previste. Il CdC, eventualmente adottando la procedura di sospensione del giudizio prevista dal d.P.R. 122/09, ammette lo studente all’anno scolastico successivo e modifica il P.F.I. prevedendo una o più attività finalizzate al proficuo proseguimento della carriera scolastica, fra cui:
1. partecipazione nell’anno scolastico successivo ad attività didattiche mirate al recupero delle carenze riscontrate (es. frequenza di attività didattiche nelle classi del primo anno e/o in gruppi omogenei);
2. partecipazione ad attività didattiche aggiuntive nei mesi estivi;
Ove ne ricorrano le condizioni il CdC adotterà i necessari ulteriori adattamenti del P.F.I. (cfr. punto b)).
d) Lo studente ha riportato valutazioni negative e deficit nelle competenze attese tali da non poter ipotizzare il pieno raggiungimento degli obiettivi di apprendimento al termine del secondo anno, neanche a seguito degli adattamenti del P.F.I. di cui al punto c) e/o di un miglioramento dell’impegno, della motivazione e dell’efficacia del processo di apprendimento. In tal caso lo studente è non ammesso alla classe successiva e il P.F.I. è rimodulato, prorogandolo di un anno. Nel P.F.I. saranno previste le opportune attività per l’eventuale ri-orientamento e la valorizzazione delle competenze comunque maturate.

Quindi, la non ammissione alla classe seconda potrebbe essere deliberata nei casi previsti dallo schema precedente, da considerare residuali. E’ possibile attuare la sospensione del giudizio.

Per completare la risposta al quesito, si precisa che:
– per le prime classi, le novità vanno in vigore già dall’a.s. 2018/2019;
– in caso di non ammissione alla classe terza, lo studente sarà comunque costretto a frequentare di nuovo la classe seconda.